Iter diagnostico nelle malattie bollose autoimmuni - Clinica Dermatologica Diffusa

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lunedì 15 settembre 2014

Iter diagnostico nelle malattie bollose autoimmuni

Claudio Feliciani
Clinica Dermatologica Università di Parma

La presenza di bolle a livello cutaneo e/o mucoso potrebbero creare problematiche di diagnostica differenziale soprattutto nelle malattie autoimmuni bollose. L'età, l'aspetto clinico, l'evoluzione, l'anamnesi spesso ci aiutano molto nella diagnostica differenziale. Per esempio la presenza di lesioni bollose al cavo orale in una paziente adulta comparse da più di un mese e con successiva formazione di bolle sulla cute sono suggestive per pemfigo volgare. Spesso però la diagnosi è tardiva probabilmente perché falsata da una evoluzione non classica della malattia, quindi non è raro che un pemfigo venga scambiato per una aftosi o con un lichen erosivo. Un paziente in età avanzata che sviluppa bolle sieroematiche agli arti inferiori potrebbe aver sviluppato un pemfigoide, ma negli anziani non sono rare le comorbidità come diabete (che può far formare bolle dermoepidermiche agli arti inferiori) come pure pazienti con ipoalbuminemia spesso al minimo trauma sviluppano bolle sieroematiche. La diagnostica di laboratorio è di fondamentale supporto nella diagnostica. Gold standard per la maggior parte delle malattie bollose autoimmuni è la immunofluorescenza diretta a cui si affiancano analisi indirette come la immunofluorescenza indiretta, la metodica a biochip o la ELISA. L'immunoblotting è utilizzato solo in casi particolari in cui l'antigene classico non risulta positivo con le metodiche standard. Verranno presentati casi clinici classici e casi rari ed il loro iter diagnostico clinico e laboratoristico