Ruolo della radioterapia nei carcinomi cutanei - Clinica Dermatologica Diffusa

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lunedì 15 settembre 2014

Ruolo della radioterapia nei carcinomi cutanei

M. Fimiani, P. Rubegni
Dipartimento di Scienze Mediche, Chirurgiche e Neuriscienze
Sez. di Dermatologia
Università degli Studi di Siena

L'asportazione chirurgica costituisce il trattamento di elezione per tutte le neoplasie epiteliali cutanee. In alcuni casi, tuttavia, avere a disposizione delle valide alternative può risultare estremamente utile per venire incontro a particolari esigenze dei pazienti oncologici o affrontare problematiche non facilmente risolvibili in modo ottimale con le tecniche chirurgiche  come il sanguinamento eccessivo o il rischio di esiti cicatriziali funzionalmente o esteticamente rilevanti.

La Radioterapia Dermatologica costituisce forse la più antica ed anche la più efficace alternativa
al trattamento chirurgico degli epiteliomi cutanei e se correttamente eseguita consente di ottenere risultati brillanti sia sotto il profilo estetico che oncologico nel  90-95% dei casi trattati. 

L'impiego di questa metodica può risultare vantaggioso soprattutto in alcune sedi anatomiche critiche, come l'estremo cefalico ed in particolare il naso, il padiglione auricolare e le palpebre, dove per motivi estetici e/o funzionali l'exeresi chirurgica espone talora a non trascurabili rischi.

Vengono impiegate in genere radiazioni non molto penetranti (50-100 KV) in modo da salvaguardare il più possibile le strutture nobili radiosensibili (occhio, tessuto cartilagineo e ossea) del distretto Testa/collo. Sono disponibili diversi schemi di trattamento che consentono di controllare in modo ottimale gli inevitabili disagi provocati dalla comparsa della radiodermite acuta.

La radioterapia  viene di regola  riservata a soggetti ultrasessantenni affetti da neoplasie epiteliali che per qualche ragione non possono essere aggredite chirurgicamente. Le terapie anticoaugulanti, la difficoltà di taluni pazienti ad accettare esiti cicatriziali di una certa importanza, il rifiuto psicologico dell'atto chirurgico ed alcune gravi controindicazioni di tipo medico alla esecuzione dell'intervento stesso  costituiscono i più frequenti motivi che condizionano la scelta di questo tipo di cura.