NEVI ATIPICI MULTIPLI NELLA POPOLAZIONE AD ALTO RISCHIO: COSA FARE ? - Clinica Dermatologica Diffusa

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mercoledì 14 giugno 2017

NEVI ATIPICI MULTIPLI NELLA POPOLAZIONE AD ALTO RISCHIO: COSA FARE ?

Stanganelli Ignazio
Skin Cancer Unit & Polo Ricerca e Formazione Università degli Studi di Parma
 IRCCS –  IRST Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei tumori 

Il riconoscimento clinico della “lesione sospetta” e l’identificazione dei pazienti a rischio per un monitoraggio periodico presso il centro di riferimento specialistico rimangono i punti fermi per la diagnosi precoce: Nella sua sfida diagnostica il dermatologo è tenuto ad applicare la sinopsi diagnostica completa che deve prendere in considerazione tutti i parametri anamnestici, clinici e dermatoscopici. La dermatoscopia è interattiva con l’esame dei parametri clinici, quali l'età del paziente, il fototipo, il numero e la tipologia degli altri nevi, la sede e la storia evolutiva della lesione, etc, che sono in grado di aumentare l’accuratezza della diagnosi finale.
Il monitoraggio dei pazienti con numerosi  nevi melanocitici  comuni ed atipici rappresenta una funzione importante in dermatologia oncologica per la prevenzione secondaria del melanoma.  Nell’inquadramento dermatoscopico dei nevi melanocitici atipici sono risultate alcune evidenze : nessun nevo melanocitico presenta contemporaneamente  i tre pattern reticolare, globulare, omogeneo e le varianti dermoscopiche con iperpigmentazione eccentrica, con un pattern omogeneo o con ipopigmentazione eccentrica  possono nascondere un melanoma . Inoltre molti soggetti hanno  nevi atipici  per la maggioranza appartenenti ad uno specifico  pattern dermoscopico: l’osservazione in questi soggetti di una lesione che non appartenga a tale pattern richiede particolare attenzione, particolarmente quando nessun altro nevo atipico mostra caratteri dermoscopici simili.  Il percorso diagnostico e terapeutico in questi pazienti è quindi correlato al numero di nevi atipici ed alla variante di nevo atipico analizzato. Tuttavia è fortemente consigliata l’escissione chirurgica in presenza del brutto anatroccolo clinico-dermatoscopico, per la contemporanea presenza di strutture reticolari, globulari ed omogenee, o per la chiara storia anamnestica di recenti modifiche. Nel caso di nevi melanocitici multipli nei pazienti ad alto rischio di melanoma il mole mapping viene utilizzato per monitorare le lesioni melanocitarie atipiche senza evidenza di criteri specifici per il melanoma, con rivalutazione e il confronto dei cambiamenti a breve termine ( 3-6 mesi) o monitoraggio a lungo termine ( > 6 mesi) . Recentemente, la microscopia confocale (RCM) è stato impiegata con successo per la caratterizzazione in vivo delle lesioni melanocitarie e non melanocitarie , consentendo di esplorare morfologica e aspetti citologici ed architetturali suggestivi di malignità e di studiare la storia naturale delle lesioni melanocitarie nel tempo. Le immagini RCM hanno mostrato le seguenti caratteristiche principali relative alla displasia o malignità : presenza di cellule rotonde pagetoidi / dendritiche nello strato superficiale e il modello di cobblestone atipico, cellule atipiche e dsordine alla giunzione dermo- epidermica e cellule infiammatorie e melanofagi nel derma superiore. La microscopia confocale sembra essere un utile supporto integrato nella sinossi clinica e dermoscopica  consentendo una biopsia non invasiva virtuale fornendo informazioni diagnostiche particolarmente utili nel processo decisionale come processo complementare nella diagnosi di lesioni equivoche sia nel follow up digitale.