Dinamiche delle lesioni melanocitarie: regressione e ricorrenza - Clinica Dermatologica Diffusa

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martedì 26 giugno 2018

Dinamiche delle lesioni melanocitarie: regressione e ricorrenza

R. Bono

La “Regressione” delle lesioni melanocitarie è considerata un segno di malignità, ma anche i nevi melanocitari, nel corso della loro evoluzione, possono andare incontro a regressione la quale può comparire con alone (Sutton) o con una zona ipopigmentata o madreperlacea periferica o centrale, fino alla completa scomparsa del nevo stesso.
L’aspetto dermoscopico è caratterizzato da aree bluastre e/o bianche, a volte madreperlacee con più o meno tenui riflessi rosati. Prima di arrivare a tali quadri finali, il lento scomparire delle strutture tipiche delle lesioni melanocitarie (punti neri e globuli, reticolo, pigmentazione di fondo, …) porta alla formazione di quadri caratterizzati da aree destrutturate, aree grigio blu con peppering (piccoli punti grigio-blu).
La regressione è un fenomeno dinamico che porta a continui cambiamenti nel derma; tali cambiamenti si rispecchiano nei quadri istologici correlati. Una prima fase in cui prevale la neoangiogenesi, un denso infiltrato linfocitario e melanofagi. Una seconda fase in cui prevale diffusa  fibrosi con denso infiltrato di melanofagi che possono oscurare il tumore. Questa seconda fase giustifica l’attenzione che si pone sul rilevamento istologico della regressione, in quanto potrebbe mascherare la reale profondità del melanoma con ripercussioni sia a livello della stadiazione che della prognosi.
La regressione è uno dei parametri dermoscopici più subdoli in quanto tende a coprire, mascherare o distruggere i segni classici delle lesioni pigmentate tanto da porre difficoltà anche nel differenziare lesioni melanocitatrie da quelle non melanocitarie,  quelle benigne da quelle maligne. Pertanto è sconsigliato mettere in follow up digitale le lesioni in corso di regressione.
Infine ricordiamo che una delle cause del melanoma metastatico di tumore primitivo sconosciuto (circa il 2% dei melanomi) può dipendere dal completo riassorbimento del melanoma iniziale.
Anche se la regressione in dermatoscopia è spesso associata a lesioni pigmentate melanocitarie, tale quadro dermoscopico può ritrovarsi anche negli epiteliomi, sia baso che squamocellulari, nelle cheratosi seborroiche, nelle cheratosi attiniche e nel morbo di Bowen.
La presenza di regressione istologica nel melanoma è considerato un segno prognostico positivo anche se può mascherare la reale profondità.
Il nevo ricorrente è una proliferazione melanocitaria comparsa nella stessa sede di rimozione con shaving, dtc, laser co2 o anche chirurgia.
L’età avanzata, il sesso maschile, la zona di ricrescita periferica, l’aspetto dermoscopico (dusty like: piccoli granuli marroni), ricrescita caotica e un lungo periodo dalla rimozione, devono far sospettare una recidiva di melanoma.